ABBADIA CERRETO
Abbazia dei Santi Pietro e Paolo

L'Abbazia è immersa nel Parco dell'Adda Sud in località Abbadia Cerreto (da cerretum "bosco di cerri") ed è intitolata a San Pietro e Paolo, alla Vergine e a San Nicolò.

Nella località di Cerreto verso il 1040 si insediano i signori di Cassino. Benno di Alberico dei conti Cassino dona nel 1084 una chiesa privata e delle terre ai Benedettini affinchè fondino un'abbazia; i monaci bonificano i terreni facendo raggiungere al monastero un ruolo considerevole. Nel 1131, durante lo scisma di Anacleto II, i Benedettini aderiscono al partito dell'antipapa, vengono, dunque, sostituiti dai Cistercensi tra il 1135 e il 1136. Nel 1139 una Bolla di Papa Innocenzo II conferma il passaggio ai Cistercensi, ponendo l'abbazia sotto l'autorità di quella di Chiaravalle Milanese. I Cistercensi continuano il lavoro di bonifica delle terre e ricostruiscono chiesa e monastero danneggiati nel corso della guerre dei secoli XIII e XIV. Nel 1439 l'abbazia passa sotto Commenda. Nel corso del tempo il monastero viene molto danneggiato; il Cardinale Recanati, Commendatario dell'abbazia, restaura parte degli edifici conventuali e Federico Cesio, nel 1541, restaura la chiesa. Il 19 giugno 1798 il monastero viene soppresso; i beni vengono acquistati nel 1801 dal marchese Giorgio Triulzi; oggi la chiesa è parrocchia.

L'abbazia costituisce un esempio prezioso dell’architettura cistercense lombarda e segna il passaggio dallo stile romanico a quello gotico; l'arco temporale più probabile per l'edificazione della chiesa è il 1160-70, che giustifica la presenza di elementi gotici d'importazione francese. La pianta è a croce latina, con tre navate e transetto. La particolarità di tale chiesa è il suo rivestimento, tutto in laterizio, valorizzato dopo i restauri degli ultimi anni. Presenta chiari caratteri dell'arte locale: presenza di massicci pilastri, del rivestimento in mattoni, dei capitelli cubici ad angoli smussati, fino al ritmo delle arcate a tutto sesto lungo l'intera navata, elementi, questi, tutti propriamente romanici.
La facciata è preceduta da un grande portico che subì, come la facciata stessa, un rifacimento barocco, e poi ripristinato nel 1944. La parte esterna dell'edificio è stata quella più soggetta a rifacimenti. Ogni campata, sia della navata centrale che di quelle laterali, aveva finestre ad arco a tutto sesto, ora sono rettangolari, ricavate nel periodo barocco, conservano però la traccia dell'arco antico. I rifacimenti subiti sono coglibili anche dal fatto che la muratura non è molto regolare, e i mattoni presentano tinte diverse. Dalla quarta campata sporge la Cappella del Rosario, eretta nel '600. L'interno è decorato da immagini di Santi dell'ordine cistercense. Si possono ammirare un coro ligneo del '600, un crocifisso in bronzo del XVII sec, alcune pale d'altare e una piroga ritrovata nell'Adda, testimonianza della presenza umana nella zona in tempi remoti. La testata del coro presenta una disposizione di finestre assai frequente nelle chiese cistercensi, sono tre, con la centrale sormontata da un rosone.
Nella costruzione della chiesa abbaziale convergono criteri architettonici ispirati alle idee di San Bernardo.
All’essenzialità della struttura corrisponde la sobrietà di vita dei monaci, quell’existens minimum cui faceva riferimento San Bernardo.
A fianco della facciata sono presenti due campanili.

 
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